Città intelligenti e respirabili

Riccardo Frignani
Spazi urbani innovativi e tecnologici, ma soprattutto progettati per essere sostenibili.
La smart city è una città che gestisce le risorse in modo intelligente e mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, con particolare attenzione alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini. Si tratta quindi di un’area urbana che sa stare al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale, ma anche sostenibile ed attrattiva.
Si definisce smart proprio perché il fulcro è l’elevata connettività che abbraccia tutti gli ambiti, dove gli oggetti e i servizi si scambiano informazioni tra di loro grazie all’Internet of Things. Il termine smart però si riferisce soprattutto a una città sostenibile, efficiente e innovativa, capace di garantire un’elevata qualità di vita ai suoi cittadini.
Ecco che, quindi, entrano in gioco anche ampi spazi verdi, un traffico fluido che permetta di praticare una mobilità sostenibile fatta di bike sharing, car sharing e auto ibride o elettriche. Vengono messe in piedi delle soluzioni e dei sistemi tecnologici connessi e integrati tra loro, costellando città di sensori che generano una grande quantità di dati, i quali possono alimentare servizi più evoluti ed in tempo reale, e permettere alle amministrazioni una gestione sempre più efficiente in tutti i settori (trasporti pubblici, gestione e distribuzione dell’energia, gestione dei rifiuti; manutenzione e ottimizzazione degli edifici pubblici, ecc.).
I dati oggi, per farsi strada nel futuro
Secondo le statistiche di Eurostat, oggi il 75% della popolazione europea vive nelle città. Un dato destinato a crescere anche a livello mondiale. Stando ai rapporti delle Nazioni Unite, entro il 2050 il 70% della popolazione globale vivrà in città.
Risulta pertanto scontata e necessaria un’evoluzione verso un approccio urbano più tecnologico e sostenibile. In Italia, ad oggi, è Trento la città con le infrastrutture più sostenibili, seguita da Torino, al secondo posto, e da Bologna, al terzo. È quanto emerge dalla quinta edizione dello Smart City Index di EY diffusa nel 2020: una sorpresa rispetto alla precedente edizione, che vedeva Milano al primo posto, seguita da Torino e Bologna.
Più tempo per noi e il nostro pianeta
Le innovazioni e le nuove tecnologie introdotte in questi ultimi anni nei settori dello sviluppo, della ricerca e dell’eco-sostenibilità auspicano un continuo miglioramento delle situazioni urbane, e ne consegue che qualsiasi città può diventare più intelligente.
I cambiamenti climatici, la rapida crescita della popolazione urbana, la scarsità di risorse energetiche e idriche, i cambiamenti economici e tecnologici sono solo alcuni dei fattori che negli utili decenni hanno portato i centri urbani mondiali a fronteggiare innumerevoli sfide. L’obiettivo delle Smart Cities è proprio quello di rispondere a tali sfide e sfruttare le opportunità offerte da questi cambiamenti cercando di creare nuovi progetti e servizi per rendere migliore la vita dei cittadini, rispettando l’ambiente e le future generazioni.
Essere parte di una catena di valore. Questa è l’economia circolare per Italproget

Riccardo Frignani
Non si tratta solo di ridurre gli scarti al minimo e di dare nuova vita a materiali e prodotti. L’economia circolare rappresenta un concetto molto più ampio e coinvolge tantissimi soggetti. Ne parliamo con Marco Crociani, CEO di Italproget.
- Chi è Marco Crociani per Italproget? E cos’è Italproget per Marco Crociani?
Lavoro in Italproget dal 2011, sono arrivato giovanissimo in una realtà appena nata. Abbiamo creduto in un progetto semplice ma efficace. Abbiamo unito le competenze con la passione, la determinazione e la dedizione per creare una società che rispecchiasse i nostri valori, nei confronti dei nostri dipendenti fino ad arrivare ai nostri clienti. Ho avuto la fortuna di iniziare il mio percorso professionale a fianco di persone con tanti anni di esperienza nel settore e questo mi ha permesso in poco tempo di apprendere know-how, idee e una ricerca del miglioramento che non si ferma mai. Oggi sono uno dei soci di Italproget e amministratore dell’azienda, il nostro percorso di crescita continua ogni giorno ed è parte integrante del nostro DNA.
- Se dovessi dirci cos’è per te l’economia circolare? Oppure che cosa non è!
L’economia circolare non è economia lineare, sistema fondato sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. L’economia lineare genera ricchezza estraendo materie prime, lavorandole, trasformandole in prodotti che finiscono in discarica o, in parte trascurabile, alla filiera del riciclo. L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che mira ad “allungare la vita” dei prodotti, contribuendo a ridurre gli scarti al minimo. Questo obiettivo si raggiunge attraverso la condivisione, il riutilizzo, la riparazione e il riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. Nel modello di economia circolare, una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vanno reintrodotti nel ciclo economico e riprendono a generare valore. Questo permette la riduzione dell’estrazione di materiali, dell’uso di energie non rinnovabili e della produzione di rifiuti.
- Italproget rientra in un settore estremamente legato a questi concetti. È facile quindi comprendere da dove derivi la vostra sensibilità al tema.
Italproget progetta e realizza soluzioni chiavi in mano e su misura per la separazione, la selezione e la cernita dei rifiuti. Siamo quindi fornitori di aziende che hanno quotidianamente a che fare con il riciclo. I nostri clienti sono infatti realtà che si occupano proprio della gestione e del recupero dei rifiuti da destinare al riutilizzo. Negli anni, abbiamo realizzato per loro impianti per la separazione delle plastiche, per la produzione di combustibile da rifiuti urbani e speciali, per valorizzare la frazione organica dei rifiuti, per limitare gli scarti da cartiera, ecc.
L’attività svolta dalla nostra filiera è importantissima e indispensabile all’interno del concetto di economia circolare. Ma la “fatica” della “vera” economia circolare non si ferma di certo qui.
- Che cosa intendi per “vera” economia circolare?
Come ho detto, l’economia circolare è un modello di produzione e di consumo. La riuscita del sistema non è una responsabilità puntuale di una cerchia ristretta di attori, ma è condivisa da molti soggetti. La parola chiave è catena di valore. Tutti gli attori di una stessa catena di valore devono sedersi insieme e collaborare. Non solo i consumatori, non solo i produttori, non soltanto i nostri clienti gestori, non soltanto le amministrazioni.
L’economia circolare, inoltre, per funzionare deve “toccare” tutte le fasi di ogni prodotto che utilizziamo: progettazione, produzione, distribuzione, utilizzo, recupero/riciclo. Invece troppo spesso viene interpretata solo come efficiente gestione dei rifiuti, degli scarti, ma questa è una visione riduttiva.
Ad esempio: parliamo di recupero e riciclo ma poco di concept di costruzione dei prodotti; parliamo di recupero e riciclo ma occorre che la mentalità del consumatore si sposti dal passato e dalla modalità “usa e getta”. Non possiamo pensare di intervenire soltanto a posteriori recuperando ciò che nasce concepito per essere uno scarto.
Dobbiamo fare un salto di qualità, dai consumatori ai produttori, dalle aziende private alle amministrazioni pubbliche: dobbiamo iniziare a fare scelte strategiche sapendo che c’è un mondo fuori e che il “profitto” va generato considerando uno spettro più ampio del proprio orticello. L’economia circolare è infatti una sfida ma anche un’opportunità: di contribuire alla diminuzione di gas serra, di creare milioni di posti di lavoro, di aiutare le economie a risparmiare risorse e ad essere “indipendenti” nella produzione di materie prime.
- Per i rifiuti da imballaggio l’obiettivo europeo è di raggiungere un tasso di riciclo del 65% entro il 2025. Un ulteriore obiettivo è fissato per il 2030: 70%. L’obiettivo sul tasso di riciclo complessivo dei rifiuti urbani è fissato al 55% nel 2025. Ulteriori obiettivi sono fissati per il 2030 (60%) e 2035 (65%). Sono obiettivi raggiungibili per l’Italia? In che direzione dovremmo andare, secondo te, per migliorare?
La “ricerca della perfezione” permetterebbe di recuperare e destinare a una seconda vita la quasi totalità dei materiali valorizzabili. Intendo dire che tecnologie, soluzioni all’avanguardia e automazione sono assolutamente a disposizione per raggiungere performance quantitative e qualitative impensabili fino a pochi anni fa, ma devono essere adottate su più larga scala. Va inoltre considerato di destinare a impianti di produzione di energia tutto quel materiale idoneo ad essere trasformato in combustibile e che non può avere un recupero. Solamente il residuo di tutte le lavorazioni dovrà essere chiamato scarto e allora l’obiettivo UE di inviare in discarica meno del 10% dei rifiuti urbani sarà ambizioso ma raggiungibile.
La gestione dei rifiuti in epoca Covid-19: le soluzioni messe in campo da Alea Ambiente

Riccardo Frignani
Abbiamo deciso di fare il punto con Paolo Di Giovanni, direttore generale di Alea Ambiente sulla situazione attuale e sulle prospettive future. Alea Ambiente tutela il territorio e gestisce le risorse in maniera sostenibile, a partire dalla prevenzione della produzione del rifiuto in 13 Comuni della provincia di Forlì.
- Gli impianti sono rimasti fermi e il sistema della filiera del riciclo si è bloccato. I rifiuti legati al lockdown in che modo hanno inciso sul ciclo di smaltimento?
Durante il lockdown Alea Ambiente è stata impegnata in prima linea al fianco dei cittadini, da una parte attraverso la sanificazione delle strade, dall’altra con la gestione del servizio di raccolta porta a porta, in particolare nei confronti di abitazioni in cui erano presenti persone positive al tampone, o in condizioni di isolamento o quarantena obbligatoria imposte dall’AUSL. In questi casi, dove le disposizioni in vigore prevedevano la sospensione della raccolta differenziata e lo smaltimento in inceneritore dei rifiuti prodotti, abbiamo potenziato il servizio di raccolta del rifiuto secco (indifferenziato), fornendo a questi utenti, tramite il nostro call center, la possibilità di richiedere una raccolta dedicata a chiamata. Per quanto riguarda invece il sistema della filiera del riciclo, pur essendo consapevoli del suo momentaneo fermo, questo non ha inciso sulla nostra attività, che è proseguita con il conferimento dei rifiuti nei consueti impianti di destino finale.
- La chiusura delle attività produttive e commerciali ha provocato da un lato una momentanea diminuzione di rifiuti speciali e urbani, dall’altro però ha visto un aumento esponenziale dei rifiuti sanitari. Come è stata gestita l’emergenza in tal senso? Quali sono state le linee guida emanate dal Governo anche in materia di tutela degli operatori?
Per tutto il periodo dell’emergenza, Alea Ambiente ha seguito scrupolosamente le disposizioni emanate dal Ministero della Salute, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’AUSL Romagna, sia rispetto al trattamento dei rifiuti sanitari, sia in termini di sicurezza degli operatori: dotazioni di materiale igienizzante e disinfettante per le mani e per la pulizia degli abitacoli dei veicoli, oltre ai dispositivi di sicurezza individuali già previsti (guanti, scarpe antinfortunistica, ecc.). A tutela degli operatori di sportello, invece, si è limitato l’accesso agli utenti, incentivando l’utilizzo di canali online o telefonici per le comunicazioni non urgenti. Infine, in merito alle attività produttive, abbiamo adottato tutta una serie di misure per aiutare le imprese, che durante il lockdown erano state in molti casi costrette a sospendere la produzione: dall’azzeramento della TARIP per il periodo di inattività ad agevolazioni sul pagamento del conguaglio 2019.
- L’emergenza Covid-19 ha in qualche modo portato alla luce eventuali fragilità nel sistema di gestione dei rifiuti? Può servire da spinta ad accelerare il passaggio verso l’economia circolare?
È difficile dire se la situazione abbia favorito un passaggio verso l’economia circolare, ma per quanto riguarda il territorio servito da Alea Ambiente, possiamo dire che ha confermato l’efficacia del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti che abbiamo costruito a partire dal 2018. In particolare, la raccolta porta a porta ha rappresentato un valore aggiunto per gli utenti, sia per quelli positivi o in quarantena, sia per gli altri, che in ogni caso durante il lockdown non hanno dovuto preoccuparsi di uscire per conferire i rifiuti, lasciando che fossero i nostri operatori a recuperarli sotto casa loro.
- L’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) ha stimato che a fine anno solo per mascherine e guanti si butteranno nell’immondizia quasi 300 mila tonnellate che vanno nella raccolta indifferenziata. A questi si aggiungono i prodotti monouso che, dai take away dei bar ai mantelli di tessuto non tessuto dei parrucchieri fino alle visiere delle estetiste, sono in crescita per evidenti motivi di igiene e sicurezza. Guardando ad un futuro più sostenibile, quali soluzioni possono essere messe in atto per migliorare le previsioni?
Il modello promosso da Alea Ambiente si basa su un sistema virtuoso che considera il rifiuto una risorsa da cui generare valore, e che punta a tutelare l’ambiente e chi lo abita attraverso la riduzione dei rifiuti prodotti e l’aumento della percentuale di raccolta differenziata (che oggi ha raggiunto la ragguardevole quota dell’82% nel nostro territorio). Per questo, non possiamo che essere preoccupati dall’aumento dell’utilizzo di prodotti monouso e in quello, che ne consegue, nella produzione di rifiuto indifferenziato; sicuramente molti di questi prodotti potrebbero essere sostituiti, come già si sta in parte facendo, con quelli lavabili e igienizzabili, ma questo fa parte di un tema più ampio, che interessa la sensibilità e la mentalità collettiva; aspetti su cui Alea Ambiente cerca di fare leva costantemente con campagne informative e di sensibilizzazione, ad esempio sulla qualità dei materiali da avviare a riciclo.
Quando l’evoluzione parte dalla sede. Italproget amplia i suoi spazi

Riccardo Frignani
Nel 2013 Italproget entra a far parte del Cangialeoni Group, un gruppo che riunisce attualmente undici aziende con sede in tutto il Nord Italia. Nello stesso anno l’azienda cambia sede e si sposta a Meldola (FC), nell’attuale stabilimento produttivo. Sin dal trasferimento nella nuova sede, la proprietà contemplava la possibilità di estendere gli spazi produttivi a disposizione dell’azienda nelle aree adiacenti. E sin dal trasferimento nella nuova sede, Italproget ha agito e pensato al futuro con la certezza di poter crescere, ampliarsi e migliorare.
Nel corso degli anni il progetto si è concretizzato: l’evoluzione continua dell’azienda e gli sviluppi economici hanno richiesto un potenziamento del sito produttivo. I lavori di costruzione si sono chiusi formalmente nell’estate 2020, in pieno periodo COVID. Il nuovo fabbricato è un capannone di 2.300 mq che si aggiunge ai 3.200 mq esistenti e ai 700 mq di uffici.
È stato realizzato in prefabbricato cementizio coibentato e rispetta i più stringenti requisiti energetici. È completo di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo tramite pompa di calore e totalmente servito da illuminazione a LED ad alto risparmio energetico. La costruzione del nuovo capannone è rientrata in un progetto più ampio di miglioramento dell’area di lavoro dell’azienda, da un punto di vista logistico, energetico e di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Logistica
Il capannone è completo di quattro carriponte aventi portata fino a 50 ton e ha un’altezza di 12m per permettere agevolmente la movimentazione di macchinari e attrezzature di grandi dimensioni e pesi elevati. La logistica del fabbricato è stata studiata appositamente per agevolare le operazioni di carico e scarico al suo interno e per migliorare quindi, oltre al ricevimento merci, la spedizione dei prodotti finiti che da sola conta oltre i 300 bilici l’anno.
Sicurezza
Nel contesto dei lavori di ampliamento, l’azienda ha proceduto al rinnovamento totale dell’impianto antincendio del sito inserendo una pompa ausiliaria e una vasca interrata di raccolta acqua della portata di 60 metri cubi che alimenta tutta la linea interna ed esterna ai fabbricati.
Energia
Contestualmente alla costruzione del nuovo capannone, l’azienda ha investito nell’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico da più di 50 kW posizionato sul tetto del fabbricato preesistente. Tale impianto, nei mesi estivi, contribuisce a produrre circa il 60% del fabbisogno energetico dell’azienda e, su base annua, più del 30%. Lo stabilimento rappresenta inoltre uno spazio per la collaborazione e per lo sviluppo delle sinergie con altre aziende del Cangialeoni Group.
I nastri acceleratori Italproget per l’alimentazione dei lettori ottici

Riccardo Frignani
La serie LA rappresenta la soluzione tecnica di Italproget per l’alimentazione dei lettori ottici.
L’ultimo modello, di recente installato con successo in un centro di selezione (CSS) COREPLA per la separazione delle plastiche, è in grado di raggiungere una velocità di 5 m/s per rispondere agli standard richiesti dai selettori di ultima generazione.
La serie LA, come tutta la gamma di nastri Italproget, è realizzata con elementi robusti e imbullonati per garantire affidabilità, durata nel tempo ed una facile manutenzione.
La serie standard è personalizzabile attraverso numerosi complementi speciali (cassone di uscita, rulli motorizzati, struttura di sostegno per unità di lettura, ecc.) che rispondono a qualsiasi esigenza del cliente e che si aggiungono agli optional standard installabili sui nastri Italproget (raschiatori, protezioni, capottature, zone amagnetiche, funi di emergenza, ecc.).
Vaglio balistico trasportabile Italproget

Riccardo Frignani
Il vaglio balistico rappresenta una tecnologia di primaria importanza negli impianti per la selezione dei rifiuti, in particolare, la migliore applicazione è per la separazione di: rifiuti industriali; plastiche; carta e cartone.
L’impiego del vaglio balistico trasportabile consente di ottenere una separazione del rifiuto in tre (o quattro) distinte frazioni a seconda del peso, del volume, delle dimensioni e della forma del materiale da vagliare.
Per provare la qualità e la funzionalità del vaglio balistico Italproget, l’azienda mette a disposizione dei clienti un vaglio balistico trasportabile che può essere portato direttamente presso la loro sede e utilizzato con il loro materiale per test e demo.
Il vaglio balistico trasportabile è un macchinario perfetto per i test on-site: include il rimorchio, nastro e tramogge di carico del materiale in entrata, nastri di scarico delle diverse frazioni in uscita, sistemi di regolazione dei nastri e dell’inclinazione. Il vaglio è inoltre completo di scala e passerelle laterali per ispezionare il macchinario e osservarlo in funzione.
VUOI SAPERNE DI PIÙ? GUARDA IL VIDEO!
Oltre al vaglio balistico trasportabile, Italproget dispone di un separatore aeraulico trasportabile e può organizzare prove combinate anche con vagli rotanti e trituratori mobili.
EcoMed 2020

Riccardo Frignani
Dal 16 al 18 luglio saremo a Catania per la seconda edizione della Fiera Ecomed 2020, la prima green expo del Mediterraneo nata per offrire un momento d’incontro tra domanda e offerta di idee e tecnologie capaci di promuovere, davvero, la sostenibilità del nostro vivere in armonia con “l’AMBIENTE”.
Lo scopo della Fiera Ecomed è quello di valorizzare e far dialogare alcune tra le principali e più innovative esperienze, dando il giusto spazio a chi si trova oggi impegnato soprattutto nel ciclo dell’acqua, dei rifiuti, delle bonifiche e delle fonti energetiche rinnovabili.
Installato un nuovo sistema di pesatura omologato MID e certificato che soddisfa i requisiti COREPLA

Riccardo Frignani
Italproget ha concluso con successo l’installazione di un sistema di pesatura omologato MID e certificato che soddisfa i requisiti stabiliti da COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica.
Il sistema consente una pesatura di tipo dinamico in continuo. E’ installato su un nastro trasportatore che, in uscita dall’impianto CSS COREPLA, trasporta lo scarto plastiche (plasmix) e alimenta direttamente l’adiacente linea di produzione di combustibile da rifiuto.
Il sistema di pesatura scelto per l’applicazione ha funzione di totalizzatore e controllore automatico del processo in tutti i casi in cui è richiesta una precisione molto elevata, migliore o uguale a ±1%. Fornisce le informazioni essenziali che consentono di monitorare con efficienza i livelli di produzione. E’ caratterizzato da: robustezza meccanica; funzionamento ottimale anche in condizioni ambientali difficili; struttura priva di perni e giunti, per un minor margine di errore; assenza di componenti mobili o soggetti a usura, per ridurre al minimo potenziali problemi di manutenzione; design compatto per una maggiore facilità di installazione; struttura studiata per impedire gli accumuli di materiale responsabili di errori di misurazione; adattabilità a nastri di qualsiasi larghezza.
Il sistema di pesatura è risultato conforme a seguito di molteplici prove effettuate su: tolleranza; sensibilità; durabilità; affidabilità; idoneità; protezione dall’alterazione; chiarezza delle informazioni e indicazione del risultato; ecc
L’obiettivo raggiunto è quello di garantire un elevato livello di tutela metrologica affinché gli enti coinvolti nel processo di riciclo possano reputare affidabile il risultato della misurazione. Tale certificazione garantisce infatti la correttezza e l’affidabilità delle operazioni di pesatura.
Ecomondo 2019

Riccardo Frignani
Dal 5 all’8 novembre parteciperemo a Ecomondo, la fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare.
Italproget sarà tra gli espositori: venite a trovarci al PADIGLIONE A3 STAND 070
Vaglio Rotante Italproget

Riccardo Frignani
Il vaglio rotante Italproget permette una separazione dimensionale del rifiuto in ingresso in due o più frazioni.
Le dimensioni e la percentuale di vuoto su pieno dei fori delle lamiere perimetrali del rotore stabiliscono i parametri di separazione. Il diametro interno e la lunghezza del rotore determinano la produzione oraria. Le ruote sono sostenute da un robusto telaio e da piedi di sostegno. Due passerelle longitudinali di ispezione, assieme agli ampi portelloni, permettono un agevole manutenzione.


